Venezia : appresso Guglielmo Zerletti, 1772. – [8], CXXXV, [1] p., [2] c. di tav.: antip, front. ; 8o.
Pubblicato a Venezia nel 1772 e poi ancora nel 1803, questo scherzo giocoso scritto per mano del ferrarese Antonio Frizzi si propone di ricostruire, tra dotte citazioni storiche-letterarie ed episodi leggendari, l’epica avventura del nostro maiale, dalle gloriose vicende del passato, al suo impiego culinario nelle cucine di ogni tempo.
Le più belle ottave sono dedicate alla salama, con espliciti richiami alla sua tipica forma ogivale che ricorda lo stile ricorrente nel vasellame del XV-XVI secolo, caratterizzato da spicchi rigonfi.
L’incisione riproduce l’interno di una bottega di pizzicagnolo del XVIII secolo, in fondo vi è una scena di macellazione. In primo piano un acquirente “annusa” un salame, mentre un cane “assaggia” una salsiccia. Al di sopra del bancone corone di salamini, investiture e prosciutto stagionato in bella mostra.
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