Fondo "Alfredo Pelle"

Accademico dell’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Vicenza e presidente del Centro Studi “Franco Marenghi”, Alfredo Pelle era un gastronomo per passione. Una passione nata fin da giovane che ha coltivato dapprima conciliandola con la sua attività professionale, per poi dedicarvisi completamente con impegno e rigore. Qualità che sono dimostrate dalla sua stessa raccolta di libri e dall’ordine in cui li ha disposti. È una biblioteca ricca, organizzata, pensata… che testimonia la serietà e la dedizione con cui Alfredo Pelle esercitava la sua attività, unita a piacere e sobrietà, con un sottile velo d’ironia di chi sa prendersi sul serio q.b., quanto basta appunto, come nelle migliori ricette.

La biblioteca, aggiornata fino al momento della dolorosa scomparsa, è organizzata per aree tematiche. In sintesi queste le aggregazioni: Pasta, Pizza, Olio, Baccalà, Maiale, Vino e liquori (molto corposa la sezione), Erbe e spezie, Formaggi, Funghi, Patata, Caffè e Tè, Banchetti. Per ogni sezione ci sono i ricettari, i trattati, la storia, le curiosità. È una struttura che si ripete con anche una sorta di profondità storica delle opere edite. Altro grande segmento è quello dedicato alle cucine regionali. In forma di monografie dedicate, ma anche all’interno di grandi collane, pubblicate da quotidiani nazionali. Evidenziare la forte presenza della cucina emiliana è tautologico, visto il legame biografico ed affettivo di Alfredo con le sue radici emiliano-parmensi. Sono presenti anche scampoli monografici di cucine europee e internazionali. Non mancano collane prodotte da industrie o associazioni: quella del Riso Gallo, di Fazzi, Nardini, le numerose opere edite da Slowfood, dal Touring Club, dall’Accademia Italiana della Cucina, la ricca collana di Leggere è un gusto. Presenti anche gli Atlanti dell’INSOR. Cosa ormai rara, l’intera collezione del periodico La Gola. Altro grande tema caro al nostro gastronomo quello legato alla storia dell’alimentazione, all’antropologia. Non mancano le opere di Massimo Montanari, Alberto Capatti, Piero Camporesi… l’intera collana di appunti di gastronomia di Claudio Benporat. Ma anche gli atti del convegno organizzato dal Ministero per i Beni Culturali nel 1995: La cucina della memoria. E poi i classici, in più edizioni: Pellegrino Artusi, Petronilla, Ada Boni, Mario Soldati, Veronelli, Carnacina, Giuseppe Maffioli, il Cucchiaio d’argento fino ai grandi classici rinascimentali, in ristampa anastatica: Messisbugo, Scappi, Latini, Cervio, Corrado…

Qualche rarità bibliofila: ad esempio la prima edizione dell’Economia del cittadino in Villa di Vincenzo Tanara del 1651, il volumetto Cucina al tempo di guerra del 1942 e anche un doppio ricettario manoscritto databile fine ‘800.

Tutta la collezione è già stata ordinatamente posizionata nelle librerie di due sale del piano nobile della sede con conseguente trasferimento di migliaia di volumi nei magazzini in una nuova e molto capiente libreria compattabile. Tutta la complessa operazione è stata realizzata grazie a contributi straordinari erogati da istituzioni e privati, elencati in un elegante pannello installato in una delle due sale che ospitano il Fondo. La Biblioteca “La Vigna” d’ora in poi sarà impegnata nella valorizzazione di questa donazione, a partire dalla sua catalogazione informatica, riconoscente anche alla famiglia che con grande generosità ha rispettato le volontà del caro Alfredo Pelle.

 

 

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