Fondo Livio Cerini di Castegnate

 

Il Fondo Livio Cerini di Castegnate/Fondazione Monte di Pietà è una raccolta di circa 1400 volumi a stampa databili fra il '500 e il '900, tutti di eno-gastronomia e culinaria. Il visconte Livio Cerini di Castegnate, ex proprietario del fondo e originario di Castellanza, è uno dei più grandi scrittori di libri di culinaria del Ventesimo secolo e per questo è stato definito il “Galileo Galilei della cucina”: fra le molte opere da lui pubblicate, meritano una speciale menzione “Il grande libro del baccalà” e “Il cuoco gentiluomo”. La raccolta vanta rare e importanti edizioni; si possono indicare, a titolo esemplificativo, il “Recetario di Galieno”, pubblicato a Venezia nel 1512 (volume posseduto da sole 4 biblioteche in Italia), “Dell’arte del cucinare” di Bartolomeo Scappi del 1610, “Il perfetto maestro di casa” di Francesco Liberati del 1669, “L’arte di ben cucinare” di Bartolomeo Stefani del 1671, un’edizione de “I Semplici” del 1561 e il "Ricettario Senese" del 1745. Fra le numerose e rare edizioni francesi datate tra il XVI e il XIX secolo, un corpus difficilmente reperibile in Italia, sono presenti i più importanti autori di gastronomia del periodo: Escoffier, Menon e Carème. Di quest’ultimo, in particolare, si conserva la rara edizione del 1847, "L’art de la cuisine française", purtroppo incompleta in quanto mancante del quarto e del quinto volume. E’ presente inoltre l’edizione del "Banquet des savans" dell’Ateneo, molto rara. Per quanto riguarda i volumi del XX secolo, di particolare pregio sono la "Bibliographie gastronomique" di Vicaire e le opere di Curnonsky e di Brillat Savarin.

L’acquisizione del Fondo Cerini è stata possibile grazie al finanziamento triennale della Fondazione Monte di Pietà di Vicenza.

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Fondo Cerini

 

 

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