18/10/2017

EURASIAE - VENEZIA E LE VIE DELLA SETA TRA PASSATO E PRESENTE

Mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 17.30 alla Biblioteca "La Vigna" sarà presentato il volume "Eurasiae. Venezia e le Vie della seta tra passato e presente", curato dal prof. Giovanni Pedrini e pubblicato da Editrice Veneta: il quinto della collana di studi e ricerche "Hodoeporica". All’opera, che mette in luce le interazioni e i confronti tra popoli e culture lungo le vie della seta, hanno collaborato Giampiero Bellingeri, Giovanni Pedrini, Alice Casalini, Nicola Imoli (Università Ca’ Foscari di Venezia) e Claudio Zanier (Università di Pisa).
Nel linguaggio corrente “Vie della seta” è un’espressione che viene riferita ai diversi percorsi che dalla Cina, attraverso l’Asia Centrale e il Medio Oriente, portavano, sin dall’antichità classica, nel Mediterraneo i prodotti serici e soprattutto i tessuti di seta dal Celeste Impero ai grandi empori commerciali e manifatturieri d’Europa e del Levante, da Costantinopoli a Venezia, da Alessandria d’Egitto a Marsiglia.
Il termine venne coniato nell’800 dal geografo tedesco Von Richthofen, quando la storiografia cominciò a rendersi conto del valore economico e culturale di quel fascio di percorsi terrestri e della sua straordinaria durata temporale. Naturalmente, come in ogni via commerciale, il transito non è mai stato a senso unico, anche se questo è ancora, nel sentire comune, il modo prevalente di concepire le “Vie della seta”, ovvero da Oriente ad Occidente, ma il transito inverso aveva anch’esso un grande peso, con uno scambio di cose e di idee molto più complesso e vitale. Basta pensare in effetti alla famiglia dei Polo, ai loro tanti predecessori e ai numerosi successori come Odorico da Pordenone, Nicolò de’ Conti, Gasparo Balbi e Giosafat Barbaro. I popoli che parteciparono alla creazione e allo sviluppo di queste vie di comunicazione e di scambi tra Oriente e Occidente furono numerosi e di culture molto diverse. A Venezia si raccoglievano e si studiavano materiali, resoconti di viaggio ricchi di notizie e informazioni, relazioni diplomatiche e commerciali, capaci di fornire una conoscenza il più possibile circostanziata di quei differenti Orienti e al contempo di modificare sensibilmente i propri orizzonti culturali, spingendoli ben oltre i confini commerciali e diplomatici.
Venezia ha svolto e continua a svolgere un ruolo particolarmente significativo e importante grazie anche al notevole materiale documentario prodotto e conservato nei suoi archivi e alle ricerche promosse soprattutto dall’Università Ca’ Foscari; materiali che la collana di studi e ricerche “Hodoeporica” che ha visto sempre partecipe “La Vigna”, intende riscoprire e divulgare.
Al tema della seta già da qualche anno la Biblioteca, grazie all’impegno del suo Consiglio Scientifico, riserva un’attenzione particolare. La primavera scorsa a “La Vigna” è stata presentata la riedizione in lingua inglese e cinese della relazione che il friulano Giovan Battista Castellani, recatosi in Cina per studiare l’allevamento dei bachi da seta e far ripartire la produzione italiana, allora in crisi, aveva pubblicato a Firenze nel 1860: frutto di una collaborazione del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità - DISSGeA dell’Università di Padova con la supervisione del prof. Claudio Zanier, coinvolto dal Consiglio Scientifico de “La Vigna”, e del direttore del China National Silk Museum di Hangzhou, Dr. Zhao Feng. Nell’occasione è stata allestita anche una mostra di venti eccezionali documenti fotografici, scoperti recentemente e mai esposti in precedenza, che il famoso fotografo padovano Giacomo Caneva aveva realizzato, accompagnando il Castellani nella sua spedizione.
Dopo l’introduzione del presidente de “La Vigna” Mario Bagnara, interverranno Roberto Ciambetti (presidente del Consiglio Regionale del Veneto), Sandro Boscaini (presidente di Masi Agricola e vicepresidente della Fondazione Masi, da anni partecipe al progetto “Hodoeporica”), Edoardo Demo (esperto di storia della seta e docente di Storia economica all’Università di Verona, nonché segretario del Consiglio Scientifico de “La Vigna”) e il curatore del volume Giovanni Pedrini.

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