24/10/2026

GIORNATA DI STUDIO SUI BOSCHI DI PIANURA 2026

Sabato 24 ottobre 2026 alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” si terrà una giornata di studio, ad ingresso libero, promossa dalla Fondazione Gabaldo per fare il punto sui cinquant'anni di rinascita forestale della pianura padano-veneta e presentare il nuovo grande intervento a Bolzano Vicentino.

Con il patrocinio di Veneto Agricoltura

Ripristinare l’antico patrimonio forestale della pianura padano-veneta, passando da una copertura storica scesa a meno dello 0,01% all’obiettivo di coprire l’1% del territorio entro il 2050 con 5.000 ettari di nuovi boschi. È la sfida ecologica e culturale al centro della "Giornata di studio sui boschi di pianura 2026", promossa dalla Fondazione Gabaldo che si svolgerà alla Biblioteca Internazionale "La Vigna" sabato 24 ottobre 2026 alle ore 10.00.

I lavori saranno coordinati da Piero Erle, giornalista de Il Giornale di Vicenza.

La sfida del ripristino forestale in Veneto

Dalle immense foreste di querce che un tempo ammantavano la pianura, intervallate da fiumi e paludi, il Veneto si è ritrovato cinquant’anni fa ad aver perso quasi la totalità del proprio patrimonio boschivo di pianura. A partire dagli anni ’80, grazie a istanze nate dal basso, si è avviato un processo di ricostruzione che ha portato la superficie forestale a decuplicarsi negli ultimi decenni, raggiungendo circa 500 ettari.

I principi guida di questo movimento, sintetizzati dapprima nella “Carta di Rosà” (2001) e poi aggiornati nella “Carta di Sandrigo” (2017), pongono oggi l'esigenza di accelerare gli interventi, anche alla luce della normativa europea sulla Nature Restoration Law e della tutela della biodiversità. Il convegno intende fare il punto sulla realizzazione di questi obiettivi strategici e sul contributo che i boschi di pianura possono dare al territorio in termini ambientali e di fruizione pubblica.

Il progetto e il partenariato: nasce il "Bosco Tergola"

In questo contesto si inserisce l'azione concreta della Fondazione Gabaldo, il cui obiettivo primario è favorire la realizzazione di grandi boschi nell’hinterland vicentino a disposizione dei cittadini. Durante la giornata di studio verrà infatti presentato ufficialmente il primo intervento concreto dell'ente, avviato a partire dal 2025: il "Bosco Tergola", situato nel comune di Bolzano Vicentino.

Programma

Coordina Piero Erle, Il Giornale di Vicenza

Saluti istituzionali

Biblioteca La Vigna — Remo Pedon

Fondazione Gabaldo — Gianluca Cosaro

Comune di Vicenza —Cristiano Spiller

Veneto Agricoltura — Federico Correale Santacroce

Interventi

Storia di una rinascita, Giustino Mezzalira – Consulente ambientale

I boschi di pianura del Veneto: stato, criticità e prospettive future, Isabella Pasutto - Regione del Veneto

I boschi di pianura alla luce della Nature Restoration Law, Enrico Calvo - Direttore Fondazione Forestami di Milano

Coltivare la biodiversità nei boschi di pianura, Roberto Fiorentin - Veneto Agricoltura

Presentazione del progetto “Bosco Tergola”

Saluto della famiglia Manfrotto

Presentazione del progetto, Enrico Pozza - Studio Landes

Per motivi organizzativi è gradita la registrazione: https://forms.gle/DedLWfVHNqZyLmXr7

 

Gli interventi

Storia di una rinascita, Giustino Mezzalira

Dopo secoli di decadenza e di progressiva scomparsa dei residui lembi di bosco della pianura veneta, iniziata con la caduta della Repubblica Serenissima, a partire dagli anni '80 del secolo scorso è ripreso l'interesse per questi straordinari ecosistemi. In circa 40 anni la superfice dei boschi nella pianura è decuplicata, passando da 50 a 500 ha. Con la "Carta di Sandrigo" (2017) ci si è dati l'obiettivo di fare altrettanto nei prossimi decenni e di raggiungere i 5.000 ha entro il 2050. L'intervento ripercorre le tappe di questa avventura, mettendo a fuoco le sfide che ci stanno davanti.

I boschi di pianura del Veneto: stato, criticità e prospettive future, Isabella Pasutto

L'intervento inquadra lo stato attuale dei boschi di pianura, sia come superficie, che tipi forestali e forme di governo e trattamento. Fa un breve accenno ai servizi ecosistemici ad essi collegati. Vengono quindi evidenziate le possibili fonti di finanziamento messe a disposizione ai proprietari o gestori di terreni agricoli per l'impianto e la gestione di tali popolamenti. Vengono infine evidenziati gli aspetti critici che ad oggi hanno limitato l'espansione di tali superfici.

I boschi di pianura alla luce della Nature Restoration Law, Enrico Calvo

Il quadro normativo europeo e nazionale è ricco di indicazioni preziose nel considerare il ruolo delle foreste a scala territoriale e particolarmente nei territori di pianura in coerenza con le strategie di conservazione e tutela delle risorse naturali a beneficio dell’intera collettività.

In tale contesto il particolare tema della forestazione urbana, cioè di come le foreste possono offrire rilevanti servizi ecosistemici alle grandi aree metropolitane dove consumo di suolo, isole di calore, inquinamento rappresentano le sfide di ogni amministrazione per fronteggiare gli effetti della crisi climatica e garantire migliori condizioni di abitabilità, assume oggi una rilevanza particolare  in relazione allo sviluppo disordinato delle città e alla ricerca di condizioni di benessere per le popolazioni.

A tal fine è necessario porre attenzione a obiettivi e target scientificamente consolidati e a strumenti e modalità idonee, così come per altro individuati anche dalla NRL, per conseguire adeguate performance finalizzate a ricostruire ecosistemi forestali di prossimità in grado di generare i benefici attesi dalle società di oggi.

Coltivare la biodiversità nei boschi di pianura, Roberto Fiorentin

Con l’espressione “nuovi boschi di pianura” si intendono insiemi di alberi ed arbusti autoctoni piantati su terreni planiziali privi di bosco, di solito precedentemente coltivati. Tale denominazione li distingue nettamente dai boschi naturali (chiamarli “vecchi boschi” sembrerebbe poco appropriato), residui delle antiche e scomparse foreste naturali. Le piantine poste a dimora per formare questi nuovi boschi derivano però da semi raccolti in quelli “vecchi” preesistenti. Cosa portano in eredità quei semi? Una breve carrellata sui boschi naturali del Veneto e sull’attività vivaistica forestale, cioè sulle due cose che stanno a monte dei boschi di neoimpianto e sottendono ad una certa parte della biodiversità in essi rappresentata.

Gli argomenti affrontati porranno in evidenza alcune buone pratiche che possono incrementare la biodiversità dei boschi di nuovo impianto.

- Gli alberi e la loro variabilità genetica: un’espressione invisibile ma decisiva di biodiversità. La farnia (Quercus robur), protagonista dei nostri boschi planiziali e le conoscenze offerte dagli studi genetici sulle popolazioni venete. Un bell’esempio qui vicino

- Boschi e radure: il tutto è più della somma delle parti. Orli e mantelli aumentano la biodiversità. Dare spazio alla rinnovazione: la biodiversità dei processi … (oggi assenti)

- Inserire specie erbacee ed arbustive nel sottobosco: una non facile ma imprescindibile operazione di aumento della diversità floristica dei boschi di neoimpianto.

- Occhio agli alieni: salvaguardare i boschi da (alcune) piante esotiche invasive che ne deprimono la biodiversità. Monitorare, riconoscere, arrivare in tempo

 

FONDAZIONE GABALDO

Fondazione Gabaldo, costituita a Vicenza per volere di Giancarlo Gabaldo al fine di promuovere iniziative a favore delle persone, dell’ambiente e del territorio, sviluppa il proprio operato all’interno di due macro-aree, quella ambientale e quella sociale. Da un lato, essa si è posta l’obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, al contenimento delle emissioni e all’aumento delle aree verdi nelle zone urbane, con particolare attenzione al territorio di Vicenza e provincia. In tale ottica, la Fondazione si propone anche di convertire aree industriali e abitative dismesse in territorio urbano, trasformandole in aree boschive e zone verdi, mirando ad invertire il pericoloso trend di cementificazione che interessa in particolare il vicentino.

In ambito sociale la Fondazione promuove lo sviluppo di progetti e iniziative per il bene comune, in particolare progetti sociali a favore delle fasce più fragili della comunità, anche attraverso partnership strategiche e sinergiche, ricercando la condivisione di conoscenze, favorendo il dialogo e stimolando la partecipazione attiva dei cittadini.

Sostiene inoltre iniziative di enti e associazioni del Terzo Settore attraverso l’erogazione di contributi per la realizzazione di progetti con finalità sociali di interesse statutario.

BIBLIOTECA INTERNAZIONALE LA VIGNA

Fondata nel 1981 dall’imprenditore vicentino Demetrio Zaccaria (1912-1993), la Biblioteca Internazionale La Vigna è un istituto culturale specializzato nelle scienze agrarie e nella civiltà contadina, con un patrimonio di circa 63.000 volumi databili dal XV secolo a oggi, interamente catalogato nel Servizio Bibliotecario Nazionale e messo a disposizione degli utenti attraverso un opac dedicato, raggiungibile anche tramite i metaopac italiani e stranieri. Nell’Assemblea dei soci sono presenti il Comune, l’Accademia Olimpica, la Regione del Veneto e la Provincia di Vicenza. Alla sua valorizzazione concorre anche un Consiglio Scientifico composto da specialisti del settore. Nel 2020 la Biblioteca La Vigna è stata dichiarata di eccezionale interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Anche l'Archivio Storico Pietro Laverda, in essa conservato, ha ricevuto la dichiarazione di interesse storico particolarmente importante. Biblioteca e Archivio sono così stati riconosciuti a tutti gli effetti come beni culturali soggetti alla disciplina e alla tutela dello Stato. Nel 2024 il Centro di Cultura ha ottenuto dalla Regione del Veneto il riconoscimento di Archivio ai sensi dell’Art. 23 LR17/2019.

 

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